Turismo Spettrale: i luoghi del mistero da visitare almeno una volta nella vita

Un luogo può affascinare per diversi motivi, si può seguire il richiamo della storia o dell'esoticità, si può cercare di raggiungere una meta per i suoi cibi o le sue bevande o ancora si può viaggiare per il gusto della semplice scoperta, per poter immortalare un bellissimo paesaggio in una foto. I motivi sono davvero tanti, ma di solito uno tra tutti è il richiamo dell'ignoto.

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Turismo Spettrale: i luoghi del mistero da visitare almeno una volta nella vita

Luoghi misteriosi in tutto il mondo raccolgono ogni anno migliaia di curiosi che vengono affascinati dalle leggende che aleggiano nell’aria. Che si tratti di fantasmi, di storie di suicidi o storie d’amore, la voglia di vedere con i propri occhi i posti di cui abbiamo sentito parlare innumerevoli volte nella vita, di solito ci porta a voler prenotare il primo volo possibile e partire.

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Alcune di queste leggende restano ancorate quasi del tutto al mito mentre altre, seppur romanzate nel corso dei secoli, hanno solide radici nella storia.

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Forse sono queste quelle che più incuriosiscono, sicuramente lo fanno con me! Perciò ho pensato fosse l’ora di parlare del turismo spettrale, e di alcune mete che ogni amante dei “luoghi del mistero” deve visitare almeno una volta nella vita, un pellegrinaggio obbligato in alcuni dei luoghi più  misteriosi nel mondo.

Europa, Scozia – Glamis Castle

Arrivando al Glamis Castle vi troverete immediatamente immersi in enormi giardini italiani, cosa che non mi sarei aspettata visto che siamo nell’isola Britannica, patria di alcune delle più rinomate distese d’erba del mondo.

Il verde vi circonda completamente dando un senso di quiete, gli alberi sono alti e mai troppo fitti lasciando l’occhio libero di vagare.

Tra il verde ecco che ad un certo punto si staglia questo enorme castello di mattoni rossi, come fosse una casetta di campagna in versione mastodontica; un paesaggio da fiaba, letteralmente, disegnato per regalare pace ai sensi!

Eppure il Glamis Castle è da sempre segnalato come uno dei luoghi del mistero più belli e soprattutto più infestati d’Europa e, che ci crediate o meno, vi assicuro che merita una visita!

La sua storia inizia prima ancora della costruzione, si dice infatti che il terreno dove è stato poi edificato il castello, fu lo scenario in cui Machbeth uccise suo cugino, il re di Scozia Duncan I.

Nelle sue stanze invece un altro re vide la sua fine per mano di alcuni ribelli, Malcom II, il quale si dice abbia lasciato un’enorme macchia di sangue sul pavimento della sala delle armi.

Ad onor del vero io questa macchia non l’ho vista ma la sala era cosparsa di tappeti e al tempo, non conoscendo questa storia, non ho cercato approfonditamente… credo occorra farci un giro, tanto per smentire o confermare.

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Glamis Castle

La cosa bellissima di questo castello secondo me è il fatto che, visitandolo, sembra di entrare nella casa di amici, questo è infatti nulla di meno che la residenza estiva della famiglia reale inglese e quando si gira per le stanze si possono vedere tavole apparecchiate, bellissimi letti ancora utilizzati, ci si può persino sedere sui divani del salotto e mentre si è qui si possono guardare ritratti di famiglia oppure osservare attentamente per cercare tracce della presenza di Jack the runner uno schiavo di colore che per puro sadismo, sotto lo sguardo divertito degli astanti fu fatto sbranare vivo dai cani in occasione di una festa che degenerò a causa dell’alcool.

Nessuno di questi fantasmi però viene  citato dalle guide che accompagnano i turisti nelle varie stanze, solo quando ci si trova nella cappella queste accennano alla Dama Bianca, ovvero Janet Douglas che intorno al 1530 fece visita a re Giorgio V, finendo però accusata di stregoneria (forse un rifiuto verso le attenzioni del re?) e sepolta viva.

La cosa peggiore è che anche la sua figlioletta fu imprigionata in una delle carceri del castello, e la donna morì con la consapevolezza che la bimba avrebbe presto fatto la stessa fine… nulla di strano che dopo tutti questi secoli il suo fantasma terrorizzi ancora chiunque si aggiri nel castello, no?

Un’altra cosa che verrebbe voglia di fare potendo girare liberamente nel castello sarebbe sicuramente quella di cercare la stanza segreta, costruita da sir Patrick Strathmore per nascondere il suo figlio deforme e illegittimo, nato in seguito ad una violenza sessuale, ed utilizzata poi per rinchiudere i suoi tanti nemici che venivano lasciati lì a morire di fame.

Di fantasmi questo castello ne conta ancora tanti, come la donna senza lingua che gira attorno al perimetro della casa, o il folle che cammina sotto la pioggia di cui immagino di non dover dare ulteriori spiegazioni, o ancora quello del bambino che siede fuori dalla stanza da letto della regina madre… non so voi, ma io avrò un sacco di domande da fare allo staff quando tornerò al Glamis Castle!

America, Colombia – Hotel del salto

L’hotel del salto, in sud America, è stato uno degli alberghi più famosi del mondo principalmente per la sua posizione alquanto particolare, a strapiombo sul fiume Bogotà esattamente davanti ad una cascata sempre in piena. Il suo vero nome era “The Mansion of Tequendama Niagara”, modificato poi in “Tequendama Falls Hotel” e venne inaugurato nel 1904.

Negli anni ’40 era già un simbolo di sfarzo ed era frequentato da moltissimi uomini d’affari. Allo stesso tempo però il bar era sempre affollato da ubriachi che poi davano spesso seguito alla serata con… un salto nel vuoto.

 

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Hotel del salto

Ad oggi infatti questo luogo, divenuto un museo, è conosciuto per l’impressionante numero di morti, in particolari di suicidi. Certo che, a mio avviso, anche senza conoscere la sua fama appare chiaro al primo sguardo quello che una persona non troppo serena può andare a fare in un posto così.

A dire il vero anche una persona lucida può far strani pensieri, questo edificio sembra richiamare forze incontrollate dai recessi della mente che spingono la gente ad avvicinarsi fin troppo allo strapiombo sul fiume.

Negli anni ’50 si pensò di ampliare l’hotel costruendo una struttura alta ben 18 piani, progetto che per fortuna non ebbe mai inizio! Nonostante l’esagerato numero di persone che trovavano la morte qui, l’hotel continuò a lavorare a pieno regime fino alla sua chiusura negli anni ’90, quando secondo i gestori il fiume era diventato troppo inquinato ed il luogo eccessivamente insalubre.

Ovviamente sono tantissimi invece a giurare che le anime delle centinaia di persone morte in quel luogo tormentavano gli ospiti e lo staff. Fatto sta che l’hotel è un luogo che appare splendido alla vista, nonostante la strada di cemento che scorre dietro l’edificio, l’interno conserva ancora gli sfarzi degli anni ’20 e la vista continua a incutere un certo timore, anche senza pensare alle anime che si mischiano alle acque del Bogotà come in un esotico Stige colombiano.

Ad oggi l’hotel è stato riaperto dopo diversi anni di chiusura, ed ospita un museo “Della cultura e della Biodiversità”. Si può quindi entrare nuovamente a visitarlo. Non arrabbiatevi però, se penso che il motivo che spinge tanta gente ad andare a visitarlo non sta esattamente nella voglia di scoprirne la biodiversità… ad ogni modo, se progettate una vacanza in Colombia è assolutamente obbligatorio farci un sal… ehm andare a visitarlo!

Asia, Giappone – Ovunque, il 7 luglio

Sì lo so, questo non è esattamente un luogo ma più che altro una data. Ma si sa che il Giappone è un mondo a parte e segue regole tutte sue, chi sono dunque io per rompere la tradizione? A questo proposito vi voglio parlare di quella che, il 7 luglio di ogni anno, rende il continente nipponico uno dei luoghi del mistero più belli e romantici del globo.

Si festeggia in questa data il “Tanabata Matsuri” detto anche “festa delle stelle innamorate”, festa radicata in una leggenda di circa 2000 anni fa.

Si racconta che in questo tempo il padre degli dei, Tentei, aveva una bellissima figlia di nome Orihime (da noi conosciuta come stella Vega) che passava le sue giornate lungo le sponde del fiume celeste, ovvero la via lattea, a tessere e cucire vesti per le divinità.

Per tutta la vita non aveva fatto altro fino a che il padre decise che la giovane doveva conoscere la felicità dell’amore e che quindi avrebbe dovuto trovarle marito e farla convolare a nozze.

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Tanabata

Si va bene, lo so anche io che ad oggi il pensiero di “far conoscere l’amore” non si convoglia perfettamente con un matrimonio combinato ma stiamo pur sempre parlando di una leggenda asiatica di 2000 anni fa, quindi siate di larghe vedute! Il buon padre scelse per lei un Mandarino che, come la figlia, non pensava ad altro che al lavoro, ovvero far pascolare i suoi buoi da una parte all’altra del fiume celeste.

Ad onor del vero ad oggi facciamo anche fatica a pensare ad un re giapponese che sceglie per genero un cinese, per di più un allevatore, ma la bellezza della storia sta anche in questi dettagli. Il nome dell’allevatore era Hikoboshi (per noi la stella Altair), che acconsentì a sposare Orihime. Dal momento in cui i due si conobbero, il giorno stesso del matrimonio, questi divennero inseparabili, come fossero stati colpiti da un incantesimo o un legamento amore!

Passavano le giornate insieme e trascuravano ogni altra cosa, nessuno dei due lavorava più fino ad arrivare al punto di scatenare la rabbia del padre degli Dei che li divise ponendoli alle due sponde del fiume Ama No Gawa (la Via Lattea) eliminando ponti e rendendo impossibile attraversarlo così che i due non avrebbero più potuto star insieme.

Questa soluzione però non portò ad alcun miglioramento dato che i due passavano la giornata a struggersi dal dolore e di certo non lavoravano più di prima. Mosso a pietà Tentei decise allora di far loro una concessione: a patto che i due avessero trascorso il resto dei giorni a lavorare, la settima notte del settimo mese dell’anno gli amanti avrebbero potuto incontrarsi di nuovo.

Certo l’estate non è il periodo migliore per visitare il Giappone a causa del clima, ma se il 7 luglio sarete qui, potrete festeggiare questa ricorrenza praticamente in ogni città, che si animerà di gente vestita col proprio yukata (il kimono utilizzato in queste occasioni) e di bancarelle che vendono giochi, dolci, e delle coloratissime striscioline di carta sottile attaccate a rametti di bambù su cui sarà possibile scrivere i propri desideri da mostrare alle due stelle innamorate.

Ovviamente a completare la serata ci saranno balli e fuochi d’artificio come nella migliore tradizione giapponese!

Una festa da vedere almeno una volta nella vita!

Di Giovanna Trentadue

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