Claudio Longo, da Chef a scrittore di viaggio


“…Scrittore di viaggio… 5 anni fa ho mollato tutto lasciando il mio lavoro da cuoco in Italia.

Dopo aver vissuto 4 anni in diversi continenti e aver attraversato una trentina di paesi, sono nati tre romanzi di viaggio e un blog.

Ciò ha spalancato dentro me l’aspirazione di cambiamento e di diventare uno scrittore di viaggio.”

Claudio Longo, da Chef a scrittore di viaggio

Claudio, come hai deciso di partire per la prima volta?

Cosa ti ha portato a scegliere di vivere viaggiando?

Volevo osservare paesaggi che potessero sconfinare dalla mia idea di una concitata banalità, la quale mi accerchiava da troppo tempo.
L’idea di perdermi tra le colline dell’Andalusia… Di osservare la mia prima aurora boreale in Islanda… A meditare davanti all’Hudson River in una notte di natale a New York con Manhattan riflessa nei miei occhi… E trovarmi su un risciò tra le strette e veritiere vie di Saigon…

Essenzialmente ero una persona infelice che non faceva mai assolutamente nulla per se stessa. Non prendendomi mai cura di me mi sono trovato davanti ad una scelta, la più importante. Dovevo reagire per rendere magnifici i miei giorni, senza più scuse!

Claudio Longo, da Chef a scrittore di viaggio    

Come è nata l’idea del blog claudiolongoinviaggio.com?  Ha una fantastica sezione, Il mondo in uno scatto”: quando e come hai scoperto la passione per la fotografia?

Una delle mie vecchie prerogative è stata sempre quella di vivere in condizione dei miei segreti, richiudendo “sempre” tutto dentro di me. Forse non ero troppo sicuro del senso dei miei giorni e del messaggio che volessi dare alla gente.

Poi, dopo anni di domande, schiaffi morali, ricerche ed osservazioni interiori, ho compreso cosa volessi. Una delle cose che volevo era la condivisione con gli altri. Condividere il significato di “viaggiare vuol dire guardarsi dentro per migliorarsi”.

Una volta compreso questo, ho finalmente toccato la parte essenziale di me stesso.

La passione per la fotografia è stata una “conseguenza” naturale. In viaggio il mio sguardo è sempre affilato verso tutte le circostanze che mi capitano davanti. La fotografia è una favolosa arte che riesce ad esprimere i miei stati, connessi ai paesaggi che vivo.

Scrivi: quando e come hai scoperto la passione per la scrittura?

Quando cominci vivere con la V maiuscola, le energie che un tempo erano sepolte nell’anima cominciano a sgorgare con passione, prima dentro e poi fuori di te. Questo è esattamente il momento in cui il tuo stesso spirito ti parla e ti dice chi sei. Il mio, in una notte nel deserto in India, mi ha sussurrato: “Claudio, tu da oggi dovrai scrivere dei tuoi viaggi e iniziare a fare felice te e gli altri.”

Claudio Longo, da Chef a scrittore di viaggio

Hai pubblicato anche due romanzi e leggo che ad ottobre uscirà il tuo terzo libro. Di cosa parlano? A chi si rivolgono?

I miei primi due romanzi si intitolano “Il cammino e la sua isola”, divisi in Vol.1 & 2. Il primo volume è intitolatoOsservare il lato profondo della libertàmentre il secondo Il destino di una promessa”.

Il mio approccio alla scrittura è quello del viaggiatore che “cerca se stesso”. Il mio modo di creare si rivolge a sognatori, a ragazzi propositivi che vogliono ascoltarsi e, secondo la loro follia, credere e vivere in condizione del loro sogno, da raggiungere a tutti i costi!

Ne escono due diari di viaggio a sfondo introspettivo, dai tratti sensibili, viandanti e vogliosi di una libertà da difendere ed ampliare in ogni angolo del mondo.
Vivono le pagine di un romanzo che dal cammino di Santiago mi portano in giro per il mondo passando per nord Europa, Oriente e Oceania… per andare alla ricerca della mia “isola”, che nel libro dipingo e cerco come quella voglia desiderosa di “pace esistenziale”.

La 3° opera “Sulla rotta verso il Nepal” (in uscita ad ottobre) prosegue sulla stessa riga emozionale dei primi due. Parla della mia missione in un trekking a 4000 metri sull’Himalaya. Racconta della conoscenza delle anime che popolano quei villaggi remoti, raccolti da sfondo culturale e riflessivo.

Per me è stato un viaggio importantissimo e raccontarlo in un libro mi ha emozionato due volte.

Qual è il tuo scrittore preferito? Che libri consiglieresti di leggere per aiutare il processo Mollo Tutto!nel caso in cui una persona fosse indecisa sul lasciare il proprio Paese di origine o meno?

Sono interessato a tutti gli scrittori che attraverso la loro penna riescono a mettersi davvero a nudo cancellando la retorica.
Lungo i miei kilometri spalmati tra trekking, treni e navi, ho trovato ciò in diversi autori. Kerouac, Osho, Nietzsche, Wilde, Chatwin, Baudelarie.

Per un contatto diretto con se stessi consiglio di cominciare con “O con te o senza di te” di Osho.

Sarebbe insensato e troppo “vago” chiederti qual è il posto più bello che tu abbia mai visto, quindi vorrei chiederti qual è quello che, soggettivamente, hai trovato più particolare e perché.

L’impegno primordiale, per tutti noi, deve essere quello di cercare la verità in ogni angolo del mondo, che sia dietro il giardino di casa oppure al confine australe in Nuova Zelanda.

Per me un viaggio comincia già mesi prima. Inizia quando il desiderio va verso l’istinto.
Io ho davvero amato tutti i luoghi in cui sono stato e se non ci fossi andato non sarei la persona che sognavo di essere.

Poi sono come un bambino nostalgico… Ieri mi mancava il caos di Delhi, oggi le albe di Broome in Australia, domani..?

Claudio Longo, da Chef a scrittore di viaggio

Ci sono posti in cui ti sarebbe piaciuto fermarti a vivere ma per qualche ragione non l’hai fatto?

No, assolutamente. Sono una persona parecchio frenetica quindi ho saputo prendere con molto dinamismo le mie vite spalmate tra Londra, Malaga, Perth, New York, Bergen e Auckland. Vivendo per circa un anno in tutti questi luoghi, ho scoperto la giusta linea tra il viaggio e una convivenza non troppo esaustiva. Non posso che ringraziare la mia vita!

Raccontaci dei posti in cui hai viaggiato principalmente. In base a cosa li hai scelti?

Prima di cominciare a scrivere ho sempre lavorato come Chef, prima in Italia e poi in giro per il mondo. È cosi che finanzio, tutt’ora, i miei viaggi e le mie esperienze. Due anni fa ho alzato la posta e, ascoltandomi nel profondo, ho incontrato la scrittura: mi ha aperto un mondo dentro.

Adesso il mio sogno è proprio quello di continuare a prendere per mano le mie emozioni scrivendo altri romanzi, non preoccupandomi più del domani.

Claudio Longo, da Chef a scrittore di viaggio

Ti va di dirci qualcosa a proposito dei tuoi affetti e di come li vivi, da viaggiatore?

La mia famiglia, specialmente mia madre, ha fin troppo capito che l’unico valore primordiale che avevo era quello della libertà.

Appena lo hanno compreso mi hanno donato la fiducia necessaria che mi è servita per distinguermi e sentirmi sovrano delle mie scelte.

Ultima domanda: dove ti immagini fra un anno? E fra cinque?

Per la prima volta in vita mia sento che il tempo è dalla mia parte. Adesso, grazie al viaggio, riesco a renderlo intenso e passionale.

Sia tra un anno che tra cinque voglio immaginarmi di essere parte del mio sogno: scrivere altri libri sulle mie esperienze, trasmettere il mio messaggio motivazionale a chi non riesce a credere nei propri sogni e cercare nuove parole e altre verità nei due continenti che mi restano da scoprire.

E poi chissà, magari un giorno farò un sorriso e ricomincerò tutto un’altra volta come in una meravigliosa favola!

Se dicessi di no ai miei desideri non avrebbe più senso vivere.”

Di Francesca Neri

Claudio Longo, da Chef a scrittore di viaggio

Il Podcast di viaggio:Claudio lost in the world
Instagram: @claudiolongoinviaggio
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