Giorgio medico in Sud Africa


GIORGIO CUSATI MEDICO DI TRIESTE SI E TRASFERITO AD ESERCITARE LA SUA PROFESSIONE IN SUD AFRICA

Giorgio Cusati, laureato in Medicina e chirurgia a Trieste nel 1978, ha lavorato in un reparto di malattie polmonari all’Ospedale Santorio di Trieste e poi come medico di base. Ma la vita del “Medico della Mutua” non faceva per lui…l’occasione per un cambio esistenziale gli si presentò tramte un farmacista triestino che lavorava a Mthatha che gli fece sapere in quella città avevano bisogno di medici con esperienza in malattie polmonari. Quindi presentò domanda all’allora ministero della sanita’ del Transkei, spedì le sue cose via mare, chiuse la sua attivita’ e fece il salto nel buio. Gli andò bene! “…la professione del medico da queste parti ti espone a patologie che trovi solo nei libri di testo in Italia e che studi con la consapevolezza che probabilmente non incontrerai mai. E questo e’ stimolante per chi fa il mio mestiere…”



Giorgio medico in Sud AfricaCiao Giorgio, raccontaci un po’ di te… di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?
Sono nato a Trieste nel 1948, mi sono laureato in Medicina e chirurgia a Trieste nel 1978, mi sono specializzato in Medicina Subacquea ed Iperbarica a Chieti nel 1982.
Fino al 1983 ho lavorato in un reparto di malattie polmonari all’Ospedale Santorio di Trieste poi ho fatto il medico di base ed ho insegnato medicina subacquea nei corsi regionali per sommozzatori professionisti.

Quando e perché è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?
La vita del “Medico della Mutua” non faceva per me, troppo ripetitiva e noiosa e l’occasione per un cambio esistenziale si e’ presentata quando ho conosciuto un farmacista triestino che lavorava a Mthatha e che mi ha fatto saper che avevano bisogno di medici con esperienza in malattie polmonari.
Giorgio medico in Sud AfricaQuindi ho presentato la mia domanda all’allora ministero della sanita’ del Transkei, ho spedito le mie cose via mare, ho chiuso la mia attivita’ ed ho fatto il salto nel buio.
Mi e’ andata bene.

Perché hai scelto proprio il Sud Africa?
Essendo specialista in medicina subacquea ho avuto la possibilita’ di vedere posti come le Maldive, le Seychelles ed il Kenya, lavorando come medico ed accompagnatore subacqueo nei villaggi turistici ed e’ cosi’ che e’ nato il Mal d’ Africa, o forse ce l’ avevo gia’ dentro.

In che cosa consiste la tua attività?
Dal 1991 al 1999 ho lavorato nel dipartimento di medicina interna quale responsabile della “Chest section” poi ho chiesto il trasferimento in ortopedia perche’ volevo praticare un po’ di chirurgia.
Nell’Ottobre del 2013 ho compiuto 65 anni ed il contratto non mi e’ stato rinnovato ed ora lavoro con un collega ortopedica nel privato.

Giorgio medico in Sud AfricaQuali differenze sostanziali hai avuto modo di riscontrare a livello lavorativo rispetto all’Italia?
Quanto alle differenze, a parte quelle linguistiche e culturali, la professione del medico da queste parti ti espone a patologie che trovi solo nei libri di testo in Italia e che studi con la consapevolezza che probabilmente non incontrerai mai. E questo e’ stimolante per chi fa il mio mestiere.

Come è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale sostanzialmente differente da quella italiana?
All’inizio l’integrazione e’ stata non facile a causa degli strascichi dell’apartheid, ma, dopo le elezioni del 1994 in cui ho votato pure io, le cose sono cambiate. In genere nel mio ambiente lavorativo ero rispettato e, oserei dire, anche amato dal personale che lavorava con me.

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme?
A chi volesse espatriare consiglio di fare una valutazione obiettiva. Lo shock culturale, dopo i primi momenti di esaltazione, e’ forte. Ci vuole tempo e pazienza per accettare il fatto che non sei a casa tua e che certi comportamenti ed abitudini possono essere diversi dai tuoi. Ma ci si abitua.

Giorgio medico in Sud AfricaCos’altro hai notato della società sudafricana?
Uno dei grossi problemi del Sud Africa e’ la criminalita’ che spesso si accompagna a violenza. Bisogna essere cauti e sapere dove si va e come comportarsi.

Conosci molti italiani che vivono a Umtata, li frequenti?
Non ci sono italiani a Mthatha (ce n’ erano fino a qualche anno fa…) per cui l’ isolamento culturale potrebbe essere grande se non avessi contatti quotidiani su Facebook con amici e parenti italiani. Per fortuna ho trovato un famiglia quaggiù. Ora vivo con Sabra e sua (ed oramai mia) figlia. Siamo insieme dal Dicembre 2003.

Consideri l’Italia un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca quando sei via?
Dell’Italia mi mancano gli amici e la famiglia, anche se ogni tanto faccio una capatina a Trieste, il cibo e Trieste.
Ma Internet rende tutto piu’ facile.

Consiglieresti il Sud Africa come meta per espatriare o più per una vacanza?
A chi volesse venire consiglio di farsi prima una vacanza e poi decidere.
Il Sud Africa e’ bellissimo e chi c’e’ stato lo puo’ confermare.

Di Massimo Dallaglio

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