Il giro del mondo in Vespa di Paolo Zambon


Il giro del mondo in Vespa di Paolo Zambon e Lindsay

Paolo ha sempre avuto il desiderio di vedere che cosa ci fosse al di là di un confine… Poi lo “zaino in spalla” è arrivato con i vent’anni e la Vespa è stata l’ultima aggiunta nella ricerca dell’indipendenza di movimento durante i viaggi in giro per il mondo. Ora Paolo e Lindsay stanno compiendo il giro del mondo in Vespa.



Ciao Paolo, vuoi presentati ai nostri lettori, come ti chiami e di dove sei originario?

Buongiorno a tutti i lettori di MolloTutto sono Paolo Zambon originario della mitica Budoia in provincia di Pordenone.

Il giro del mondo in Vespa di Paolo Zambon

Di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?

Sono di Budoia in provincia di Pordenone e lavoravo come programmatore web freelance.

Quando e perchè è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia e partire prima zaino in spalla e poi in Vespa?

Un certo prurito scatenato dal desiderio di vedere che cosa ci fosse al di là di un confine, di un monte, di un fiume, di un lago c’è sempre stato almeno fino da quando avevo 11-12 anni. Lo zaino in spalla è arrivato con i vent’anni e la Vespa è stata l’ultima aggiunta (dopo il fallimentare tentativo con la bicicletta) per ricercare l’indipendenza di movimento durante i viaggi in giro per il mondo.

Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?

Nell’ormai lontano Novembre 2006 ho trascorso quattro mesi in Martinica dove ho lavorato con una piccola ma dinamica azienda impegnata in progetti web legati ai Caraibi.

Il giro del mondo in Vespa di Paolo Zambon

Sei partito da solo o in coppia?

Sono partito da solo alternando mesi di viaggio con i rientri in Italia poi nel 2011 ho incontrato la mia compagna e ho smesso di viaggiare in solitaria. Essendo la mia compagna (Lindsay) canadese mi sono spostato in Canada e dopo una fase alterna di viaggi e permanenza in territorio canadese come turista sono immigrato nel Maggio 2015.

Avete intenzione di fare il giro del mondo in Vespa?

Qualche cosa di simile ma a tappe. Lunghe tappe con intervalli per riprendere il fiato sia da un punto di vista mentale che da quello finanziario.

Se si, hai un progetto o un itinerario prestabilito?

Abbiamo una lunga serie di progetti che cercheremo di realizzare nei prossimi anni non tutti in sella alla Vespa. Saranno lunghi ma si concentreranno di volta in volta su determinate aree geografiche in modo tale da cogliere al meglio l’essenza dei paesi che andremo ad attraversare.

“Viaggiare senza soldi” quanto ti identifichi in questa frase?

Se sostituiamo la parola “senza” con “pochi” allora mi identifico al 100%. Viaggi lunghi di 14 mesi come l’Italia – Australia oppure gli 8 mesi in Messico e Centro America sono possibili solamente viaggiando in regime di austerità (a meno che uno non abbia soldi in abbondanza).

Il giro del mondo in Vespa di Paolo Zambon

Quali abitudini o strumenti utilizzate per ridurre le spese di viaggio durante il vostro giro del mondo in Vespa?

La tenda è la prima cosa che mi salta in mente. Abbattere i costi relativi al dormire è fondamentale. Per quanto riguarda il cibo nella maggior parte dei paesi non rappresenta un grosso problema. L’alloggio è quello che pesa di più (biglietto aereo escluso, oppure trasporto del mezzo nel nostro caso). L’ospitalità locale è stata spessissimo una sorpresa che oltre a consentire un risparmio ha prodotto incontri indelebili. Couchsurfing è un’altra opzione nota e molto utile.

Quali lavori fai per mantenerti nei tuo girovagare?

Sono sempre alle prese con la programmazione web ed in maniera minore con quella di app.

Quali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia nei paesi che hai visitato?

La mia esperienza più diretta è con il Canada un paese che offre possibilità enormi a chi si occupa di informatica. La flessibilità del mercato del lavoro è la differenza principale. In paesi come il Canada la disponibilità di posti di lavoro ben retribuiti fa si che i giovani possano lasciare un lavoro consci del fatto che una volta rientrati ne troveranno un altro senza troppo dannarsi.

Il giro del mondo in Vespa di Paolo Zambon

Qual è il paese che ti ha colpito di più e perché?

Difficile da dire, per una questione di tempo trascorso (con la Vespa 4 mesi più un’altra esperienza zaino in spalla) potrei citare l’India. Con tutti i suoi contrasti e difficoltà è un paese talmente intriso di storia, tradizioni, cultura e differenze che non può lasciare che sbalordito il viaggiatore fortunato che si trova a navigare in mezzo a quell’oceano di umanità, colori, odori e sapori.

Dove ti trovi adesso e quali sono i tuoi progetti per il futuro?

In questo preciso momento sono/siamo a Bishkek. Dopo aver completato i primi tre mesi di viaggio tra Emirati Arabi Uniti ed Oman per un totale di 7.000km percorsi in sella alla solita Vespa, siamo volati qui in Kirghizistan per portare avanti il progetto del Centro Asia. Dovremmo rientrare in Italia tra Ottobre e Novembre di quest’anno.

La scrittura dopo il primo libro edito da Alpine Studio, Inseguendo le ombre dei colibrì che narra di parte del viaggio che abbiamo fatto tra Messico e Centro America, rappresenta qualche cosa di concreto sul quale voglio concentrarmi una volta terminato questo viaggio.

Il giro del mondo in Vespa di Paolo Zambon

L’Italia oramai è per te un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca?

Sono partito il 15 Settembre 2012 e non sono più tornato, nostalgia non troppa. Certo i luoghi dove hai trascorso la maggior parte della tua esistenza ti mancano. Forse lo stare in viaggio e l’essere preso in mille progetti non offre il tempo di pensare a quei luoghi che . Tra le cose che mancano, tralascio il discorso cibo. Chiunque sia lontano dall’Italia dovrebbe citarlo, e ci mancherebbe altro 🙂

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme ed iniziare a viaggiare moneyless?

La fase più importante è quella che precede il viaggio e che deve, per forza di cosa, essere incentrata attorno alla parola RISPARMIO. Le rinunce che si fanno a casa, ovunque essa sia, sono le fondamenta di un viaggio di lunga durata. Trasformatele in un gioco dove vi appuntate i soldi risparmiati rinunciando alla birra, ad un pacchetto di sigarette, ad un’uscita con gli amici. Veder crescere il “tesoretto”, rinuncia dopo rinuncia, ridurrà il peso del sacrificio. Almeno spero.

Di Massimo Dallaglio

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