Michela, lasciare l'Italia per trasferirsi a vivere a Parigi

Michaela, da 10 anni a Parigi! Da ragazza alla pari oggi lavora come receptionist di un hotel. Michaela è arrivata a Parigi nel 2003, conoscendo già la città, perché ci aveva già lavorato come ragazza alla pari. Ha lasciato l’Italia perché già 10 anni fa era molto difficile trovare un lavoro con un contratto a tempo indeterminato.

Così, pensando che sarebbe stato più facile trovare un lavoro in Italia se avesse avuto alle spalle un’esperienza lavorativa all’estero, lasciò l’Italia e se ne andò a Parigi.
Purtroppo, in Italia, la situazione invece che migliorare continuò a peggiorare, e così decise di rimanere a Parigi.

Di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?

Sono nata a Milano, ma sono cresciuta a Mantova.



Quando e perchè è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?

Michela, lasciare l'Italia per trasferirsi a vivere a ParigiSono arrivata a Parigi nel 2003, conoscendo già la città, perché ci avevo già lavorato come ragazza alla pari. Ho lasciato l’Italia perché già 10 anni fa era molto difficile trovare un lavoro con un contratto a tempo indeterminato. Pensavo che sarebbe stato più facile trovare un lavoro in Italia se avessi avuto alle spalle un’esperienza lavorativa all’estero, ma la situazione é andata sempre peggio, e così cono rimasta a Parigi.



Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?

Sono stata a Londra e a Dublino per 2 – 3 mesi, sempre come ragazza alla pari.



Perché proprio hai scelto proprio la Francia e perché Parigi?

Era il paese che conoscevo meglio e Parigi la città dove era ed é più facile trovare lavoro, soprattutto nel settore alberghiero.


Sei partito da sola o con il partner?

Sono partita da sola.



In che cosa consiste la tua attività?

Michela, lasciare l'Italia per trasferirsi a vivere a ParigiHo cominciato alla reception di un’albergo 4 stelle, dove mi hanno insegnato tutto. Accogliere i clienti, le procedure da seguire, risolvere i conflitti e molto altro. Poi sono passata al servizio prenotazioni, dove mi é stato insegnato a vendere le camere in modo più commerciale e a comprendere meglio le necessità della clientela. Ogni catena alberghiera per la quale ho lavorato mi ha proposto delle formazioni interne perché potessi lavorare al meglio.


Oltre a questo per cosa altro si distingue il tuo lavoro?

Siamo in contatto con tutti i servizi dell’albergo, reception, commerciale, revenue management, contabilità etc. Ognuno di questi servizi ha delle priorità e modi di pensare differenti. 



Quali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia?

La professionalità, la qualità del servizio offerto e la relazione con i colleghi. Ogni contatto telefonico con i clienti é registrato. Se il cliente si lamenta, il manager lo riascolta e ti richiama all’ordine. Al terzo richiamo sei licenziato senza tante storie.



Com’è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale differente da quella italiana?

Il primo ostacolo é stato la lingua.
Il secondo trovare un’alloggio a Parigi. In Francia é estremamente difficile trovare una sistemazione senza un garante francese.
Il terzo abituarsi ad una metropoli multietnica come Parigi. 



L’Italia oramai è per te un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca?

Michela, lasciare l'Italia per trasferirsi a vivere a ParigiNon so se potrei lavorare in Italia, oramai sono troppo abituata al professionalismo che mi é stato inculcato qui.
La nostalgia c’é sempre, anche se col tempo ci si abitua. Resta difficile vivere cosi’ lontano dalla mia famiglia e dai miei amici. Bisogna organizzarsi in anticipo per avere i giorni per tornare per un battesimo, matrimonio. O per gli imprevisti come un funerale… A volte mi sembra di essere in esilio, anche se grazie alle compagnie aeree low cost e al TGV posso venire in Italia molto più facilmente. E poi posso vedere la mia famiglia su Skype gratis tutte le volte che voglio. 



Vivere in Francia sotto quali aspetti è meglio che in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?

Oltre a cio’ che ho già citato posso aggiungere un dettaglio molto importante: é molto più facile trovare un contratto a tempo indeterminato ed essere in regola con i contributi.



Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme?

Michela, lasciare l'Italia per trasferirsi a vivere a ParigiServitevi di internet a più non posso. Viadeo, Linkeldin e italians on line. I primi due permettono alle società interessate al vostro profile di contattarvi e a voi di entrare in contatto con i vostri colleghi. Basta avere un’interesse in comune, o porre una domanda. Il terzo vi permette di trovare un’alloggio senza avere un garante che dia 3 buste paga, la dichiarazione dei redditi e che si impegni a pagare al posto vostro l’affitto per 3 anni se voi non potete farlo. Vi risparmierete un sacco di difficoltà. 



Che tipo di lavoro/attività/investimento è conveniente praticare per un italiano a Parigi?

I francesi ammirano molto la cultura italiana. La cucina, il caffè, il vino, la lingua italiana. A Parigi é facile trovare lavoro nel turismo nei ristoranti e bar. 



Pensi che ci siano molti italiani che vivono a Parigi?

Si, siamo in tanti e credo che saremo sempre di più.



Come sono visti gli italiani a Parigi?

Michela, lasciare l'Italia per trasferirsi a vivere a ParigiA parte gli stereotipi, pizza, pasta, mafia e Berlusconi siamo ben visti. I francesi trovano divertente il fatto che rispetto a loro gesticoliamo di più, parliamo più forte. Ci trovano allegri e gioviali. Bisogna sorridere e non prendersela. E non criticare la Francia, perché é vero, i francesi sono molto più nazionalisti di noi italiani.



Consiglieresti la Francia come meta per espatriare o più per una vacanza?

Si, assolutamente si.

Di Massimo Dallaglio 03/03/2014

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