Silvia Frigo, una ‘nuova’ vita insieme alla sua famiglia

Una storia affascinante e raccontata con grande passione. È la storia di Silvia Frigo, una donna che ho imparato a conoscere grazie a questa intervista, un’intervista nella quale si respirano i sapori e i colori di una terra così lontana dall’Italia, ma che grazie alle sue parole mi sembra di conoscere un po’.
Da qualche anno Silvia ha lasciato Milano per andare a vivere, insieme alla sua famiglia, ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi. È felice, serena e soprattutto è affascinata da tutto ciò che la circonda.

Da quanto tempo vivi all’estero e cosa vi ha spinto a lasciare l’Italia?

Vivo all’estero per scelta ‘politica’ da 5 anni. A parte gli scherzi, l’azienda dove mio marito, un ingegnere chimico, lavorava ci chiese la disponibilità a trasferirci fuori dall’Italia e ci parve un’ottima opportunità di crescita, sotto tutti gli aspetti: personale, professionale, economica; avevamo figli molto piccoli e facilmente inseribili in qualsiasi contesto, quindi decidemmo di accettare l’offerta. Confesso di aver guidato io la scelta verso il Middle East scartando l’offerta di vivere appena a nord delle alpi! Mi appariva più facile e affascinante.

Tuo marito è un ingegnere chimico, tu invece di che cosa ti occupi?

Io sono casalinga, ma è molto più carino definirsi House Wife! Essere donna nel ruolo tradizionale di madre e moglie aiuta moltissimo a tessere relazioni e approfondire amicizie con altre donne qui, si concilia meglio con la loro cultura. Senza dimenticare che per avere buone relazioni fra persone è necessario poterci dedicare tempo. In questo emirato c’e’ comunque molta disponibilità di posti di lavoro, è un paese in crescita straordinaria ed esponenziale. La popolazione è giovane e normalmente a sessant’anni gli espatriati non hanno più ruolo negli organici dell’amministrazione e dell’industria, sono rare le eccezioni e quasi tutte in settori di tipo finanziario. Anche la donna ricopre ormai molti ruoli nel mondo del lavoro e della politica e il numero è in costante crescita. Qui non mancano le opportunità.

Ho letto in un recente sondaggio che Abu Dhabi è la città più ricca del pianeta grazie al patrimonio petroliero…

Abu Dhabi ha enormi giacimenti petroliferi ed anche moltissimo gas, ma sono convinta che la sua ricchezza non si limiti a questo. È una città stato, esposta al mare e protetta alle spalle da un magnifico deserto, dove il clima è eccezionale per 9 mesi all’anno. È un luogo cosmopolita molto aperto, che punta a farsi conoscere anche attraverso lo sport e la cultura: non solo Formula 1, mondiale Power Boats, Fifa Clubs World Cup, rugby, cricket, tennis ed ora anche la partecipazione alla Volvo Ocean Race con una tappa della più impegnativa regata velica al mondo prevista qui, ma è anche un intero distretto cultuale che ospiterà fra gli altri, il nuovo Louvre, il nuovo Gugghenaim. Ad Abu Dhabi hanno il loro Campus universitario la Sorbonne, la New York University, l’INSEAD, tutto cresce, tutto è estremamente interessante!

Come si vive in un paese profondamente diverso dal nostro?

È un Paese assolutamente vicino culturalmente all’Italia seppure lontano geograficamente. Trovo che il nostro spirito mediterraneo sia comunque meridionale (da sud Europa) mitighi tantissimo le diversità ed aiuti molto ad apprezzare e comprendere gli aspetti più arabeggianti e islamici di questa diversa cultura.

Che rapporto hai con la gente del posto?

Il mio rapporto con la gente è assolutamente ottimo, ovviamente consapevole di una oggettiva differenza nello stile di vita. La curiosità è reciproca ed aiuta ad iniziare relazioni. La ricetta è solo quella di dimostrare rispetto verso i costumi islamici, il che si traduce in un modo di vivere, abbigliarsi o relazionarsi con le persone, non molto diverso da quello cui siamo abituati in Italia: esprimersi e vestirsi senza essere sguaiati, tutto lì! Gambe e scollature piacciono a tutti, anche qui, tutto sta nel modo di porsi e nel momento.

Con le abitudini, tradizioni, usi e costumi?

Tradizioni, usi e costumi costituiscono l’aspetto più affascinante e stimolante del vivere in un paese arabo. Generosità e senso della famiglia mi hanno sempre profondamente colpita. Bambini e donne sono assolutamente rispettati grazie a questa mentalità che esalta e protegge la famiglia. La coesistenza e’ veramente pacifica . I cittadini con passaporto emirate, costituiscono solo il 10% della popolazione e solo nella scuola dei miei figli sono 55 sono le nazionalità di provvenienza dei bambini.
Secondo me, Abu Dhabi rappresenta, quando ci vivi con la famiglia, quanto di più “wellcoming” si possa immaginare vivendo in una grande città. Sorrisi negli occhi della gente, ordine , sicurezza e tanta gentilezza anche nelle situazioni meno piacevoli, ti riportano ad uno stile di vita piu’ umano al quale non puoi fare a meno di sentirti grato.

Cosa ha significato per te ‘mollare tutto’?

Non sento assolutamente di aver ‘mollato tutto’. Posso aver deciso di cambiare posizione geografica, ma trovo che ovunque si vada a vivere, si resti ciò’ che siamo, salvo la fortuna di aver acquisito un bagaglio di esperienza in più’! Non ho alcuna voglia, in questo momento, di rientrare a vivere in Italia, soprattutto visto l’attuale “immobilismo”; lo percepisco non solo in termini economici e politici ma anche sociali e culturali ogni volta che torno in Italia. Ma sono comunque fiera della mia italianità’, adoro il mio paese per tutto ciò’ che ha di bello, aperto, intuitivo, creativo, non solo ai miei occhi di nativa ed affezionata , ma riconosciuto in tutto il mondo. Mollare tutto per me assume significato, solo nei termini di non poter quotidianamente condividere l’affetto e il mio tempo con la famiglia di origine e gli amici di sempre. Era sicuramente più’ facile da godere e interpretare prima. Fortunatamente sono cresciuta in una famiglia che ha sempre considerato normale vivere sparpagliati per il mondo. L’amore e la protezione funzionano anche a distanza!
Se vivessi a Roma e avessi i parenti anche solo dall’altra parte della città le occasioni non sarebbero comunque facili e i mezzi di comunicazione potrebbero verosimilmente essere gli stessi (cellulare, email, facebook)!
Profumi e sapori, bellezze artistiche e naturali non sono mai state per me ‘banalità’ e se vivi in un posto senza storia o arte , con un‘unica stagione, sicuramente ne provi grande nostalgia e ti auguri di farne il pieno alla prima occasione! Ma la bellezza è presente anche qui, diversa, nel silenzioso fruscio del deserto piuttosto che nello sfavillio chiassoso della città moderna. La trovi negli occhi scuri della gente, nel profumo o portamento di un uomo vestito con la bianca candora o nel sorriso di una donna dal passo regale e ticchettante avvolta nella sua elegantissima abaia nera, come pure nel canto del muezzin o nell’atmosfera incantata di una piccola moschea, magari nuovissima e scintillante ma raccolta ai piedi di stratosferici grattacieli. La vedi nelle acque turchine di questo basso e tiepido mare o nel sapore di sabbia fra i denti in una giornata di shamal (il vento che porta le tempeste di sabbia)!
Ma è soprattutto nel veder crescere i tuoi bambini liberi, multilingue, e soprattutto aperti verso persone di ogni origine, talvolta po’ troppo scatenati, ma comunque fiduciosi verso tutti, che ti fa sentire soddisfatta della scelta e ottimista per il loro futuro!

Di Antonella Santomauro 10/03/2011

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