The Nomad Happiness: la storia di due viaggiatori a tempo determinato

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The Nomad Happiness: la storia di due viaggiatori a tempo determinato

Quando girare il mondo è una passione in comune, non si può non seguire il proprio istinto ed imbarcarsi in un viaggio di coppia intorno al mondo! Questo è il caso dei ragazzi di The Nomad Happiness: la storia di due viaggiatori a tempo determinato. Infatti, la storia di Riccardo e Francesca è quella di una coppia che non vuole lasciare indietro qualcosa che non li rendeva felici, ma bensì una coppia che vuole conoscere meglio il mondo per tornare poi a casa con nuovi occhi ed essere più felici di prima.

Una coppia che ama viaggiare a lungo per soffermarsi nei posti che visita e percepirne l’essenza, immergendosi completamente nella nuova realtà in cui si trova; ma che viaggia ‘a tempo determinato’, per periodi prolungati ed a più riprese, ma non vede il proprio futuro come un percorso di viaggio continuo.

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Abbiamo avuto modo di fare loro alcune domande, ed ecco quello che ci hanno raccontato e le foto che hanno condiviso con noi!

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The Nomad Happiness - Machu Picchu -  la storia di due viaggiatori a tempo determinato

Ciao Riccardo e Francesca, vi va di presentarvi ai nostri lettori?

Ciao! Siamo Riccardo, 26 anni, e Francesca, 24 anni, e siamo una coppia da quasi 8 anni. Viviamo vicino a Venezia e abbiamo sempre avuto la passione per i viaggi; una passione grande che condividiamo da sempre.

Riccardo ha la passione per la fotografia e colleziona le etichette delle birre di ogni paese che visitiamo; Francesca legge molto e scatta polaroid di ogni luogo significativo che incontra.

Siamo persone normalissime che hanno deciso di inseguire una passione e renderla il proprio “mestiere” per un po’!

 Cosa facevate in Italia prima di iniziare il vostro grande viaggio?

Riccardo è un educatore sociale ed ha lavorato in una comunità per adolescenti. Francesca si è laureata nel giugno 2017 in Comunicazione a Padova e da allora ha fatto vari lavori, con l’obbiettivo di guadagnare il più possibile per poter partire a gennaio 2018, momento in cui è iniziato il nostro percorso!

The Nomad Happiness -  la storia di due viaggiatori a tempo determinato

Quali sono state le ragioni che vi hanno spinto a decidere di lasciare tutto ed esplorare il mondo e le sue diverse realtà?

In realtà, come detto, abbiamo sempre avuto la passione per i viaggi. Entrambi, anche prima di conoscerci, abbiamo avuto diverse esperienze di viaggio e, anche se più in piccolo, ci è sempre piaciuto girare assieme. Poi un giorno ci siamo detti che sarebbe stato molto bello fare il giro del mondo, ma poi chissà quanti soldi ci sarebbero voluti… poi però quasi per scherzo ci siamo messi ad informarci, guardando qualche volo, gli alloggi e in generale il costo della vita e abbiamo realizzato che non era così infattibile.

Così è iniziato il percorso di organizzazione, dalla lista dei posti che volevamo assolutamente vedere e dalle ore passate su internet a raccogliere più informazioni possibili. Poi tutto sommato, se ami viaggiare, quella è l’unica ragione che ti serve per intraprendere un percorso di questo tipo, perché comprende tutto quello che è la voglia di scoprire, di capire, di assaggiare, di conoscere e sperimentare.

Di sicuro una delle ragioni che ci ha spinto ad iniziare un viaggio così lungo, piuttosto che una serie di piccoli viaggi, è che volevamo avere dalla nostra parte un fattore importante che è quello del tempo. Il tempo di fermarsi e contemplare, con la possibilità di decidere in corso d’opera dove andare e perché; questo ti dà la possibilità di entrare un po’ più a fondo nella realtà di un luogo, consentendoti di vedere non solo le cose principali ma anche tutta la vita che ci scorre intorno e quindi mercati, strade, chiese, templi, parchi, bettole locali e cibo di strada. Era molto importante per noi essere non solo turisti, ma viaggiatori.

The Nomad Happiness -  la storia di due viaggiatori a tempo determinato

In questo percorso che va ormai avanti da più di un anno, quali paesi e città avete attraversato fino ad ora?

A Gennaio 2018 siamo partiti con destinazione India, dove siamo stati circa un mese e mezzo, durante il quale abbiamo visitato Rajasthan, Pubjab, Kerala, Uttar Pradesh. Da lì siamo poi andati in Nepal, per un trekking dell’Annapurna Circuit, poi Thailandia, tra le isole e le città dei templi del nord, Cambogia, Vietnam, Indonesia, in particolare Bali. Dopo di chè ci siamo fermati un periodo a Melbourne, dove abbiamo lavorato per 5 mesi in una gelateria, per poi ripartire visitando l’Australia, la Nuova Zelanda, isola sud e nord, e poi siamo volati in Cile, Bolivia e Perù, dove siamo ora. Il numero di paesi in cui siamo stati non è cosi alto, se rapportato ai mesi di viaggio, ma questo perché abbiamo sempre voluto immergerci maggiormente nel contesto in cui eravamo.

Parlare di città visitate invece sarebbe un po’ complicato visto che ne abbiamo passate veramente tante.

 Come avete affrontato la questione ‘budget’? Vi va di dirci qualcosa a riguardo?

Fin dal momento della progettazione del viaggio abbiamo dato molta importanza alla questione budget: contenere i costi voleva dire permettersi di stare di più in viaggio. A seconda dei paesi e dalle informazioni raccolte abbiamo ideato dei budget giornalieri che vanno dai 12 euro dell’Asia ai 15 del Sud e Centro America. Non è sempre semplice ma ci si impegna! In generale questi budget ci portano a mangiare sempre street food o in posti locali, evitare zone estremamente turistiche e dormire in stanze tendenzialmente poco comode.

Per quanto riguarda l’Australia e la Nuova Zelanda, invece, è più complicato visto il costo della vita mooolto più alto: lì abbiamo optato per un van su cui viaggiare, mangiare e dormire per abbattere i costi e vivere un’esperienza unica!

The Nomad Happiness - Nuova Zelanda e Australia in van -  la storia di due viaggiatori a tempo determinato

 Qual é la vostra situazione attuale? Dove vi trovate ora? Progetti futuri?

Al momento ci troviamo a Paracas, Perù e tra qualche giorno abbiamo un volo che ci porterà verso la nostra nuova tappa: Costa Rica. Siamo molto emozionati per questa nuova parte del viaggio perché ci porterà a ritrovarci con qualche vecchia conoscenza che ci fa infinitamente piacere rincontrare e poi, dopo un mese e mezzo nelle splendide Ande, che ci hanno affascinato fino all’ultimo secondo, è tempo di cambiare scenario ed andare verso il caldo a prendere un po’ di sole!

I nostri progetti futuri prevedono, come dicevamo, Costa Rica, Guatemala, Messico ed, infine, Cuba e poi il rientro a casa. Per il momento sappiamo che abbiamo voglia di un po’ di tranquillità e di cibo di casa e probabilmente appena tornati saremo impegnati a cercare una casa stabile e a goderci tutte le persone e i luoghi che non vediamo da tanto tempo, ma siamo lungi dall’aver visto tutto quello che volevamo vedere e la scommessa sarà vedere dopo quanto tempo ci metteremo a pianificare il prossimo viaggetto!

The Nomad Happiness - Taj Mahal

Vi va di condividere con noi un momento che vi ha fatto comprendere che questa strada fosse quella giusta da intraprendere per voi?

Oddio, di momenti ce ne sono stati molti, ma li suddivideremmo in quelli pre e quelli post partenza.

Prima di partire sicuramente c’è stato l’entusiasmo per il progetto da parte delle persone a cui teniamo, che hanno visto crescere la nostra idea e l’hanno coltivata tanto quanto noi e che hanno visto in questa nostra volontà il percorso giusto per noi: era qualcosa di speciale che però si addiceva in tutto e per tutto a noi. Inoltre, tutte le volte che ci è stato detto che eravamo davvero coraggiosi ad intraprendere questa avventura, noi abbiamo sempre pensato dentro di noi che per quel momento particolare della nostra vita ci sarebbe voluto più coraggio per non farlo che per farlo.

Dopo essere partiti, ogni momento di stupore e meraviglia ci ha fatto dire “Ecco, è per questo che lo stiamo facendo!”, come davanti alle montagne innevate in Nepal, nei mercati affollati in Thailandia, nelle spiagge cambogiane, nei templi balinesi, davanti allo spettacolo del Salar de Uyuni o di Machu Picchu che emerge tra le nuvole. Ma più di tutto è stato il fatto che anche nei momenti più difficili, in cui eravamo più stanchi e frustrati (nei quali abbiamo capito che, nonostante amiamo profondamente viaggiare, non faremmo mai questa vita per sempre) non ci è mai capitato di pentirci della nostra scelta e non abbiamo mai desiderato di tornare a casa prima, di interrompere tutto e di ritirarci.

The Nomad Happiness - Nepal

Le foto che condividete sui vostri social sono stupende! Chi se ne occupa dei due?

Per quanto riguarda le foto in formato digitale se ne occupa Riccardo. Le foto in cui compariamo entrambi invece sono frutto del sacro autoscatto e di qualche ripiano di fortuna: trasportare costantemente un treppiede sarebbe stato eccessivo, anche se qualche ammaccatura di troppo sulla macchinetta ci ripete costantemente il contrario.

Francesca invece sta costruendo un album polaroid di tutti i posti più significativi, ma quello ce lo gusteremo alla fine del viaggio.

 Quali consigli dareste ad altre persone che vorrebbero intraprendere un percorso simile al vostro?

Dunque, di sicuro raccomandiamo di essere estremamente convinti della propria scelta, dato che non è per niente facile. Per chi crede che sia “una vita in vacanza”, ci dispiace deludervi ma non è proprio così. Ci sono un’infinità di cose a cui pensare, dal prenotare un ostello perché altrimenti i prezzi salgono troppo, al comprare il biglietto del prossimo bus, al dover cercare ogni singolo giorno dei posti in cui mangiare in città che non conosci e il dover stare attenti ad ogni spesa che si fa per restare nel budget (a meno che non siate milionari ovviamente!). Quindi, nonostante un viaggio prolungato abbia un grande fascino, è anche una grande sfida di resistenza.

Detto questo l’unico altro consiglio che ci viene da dare è quello di non pensare che ci sia un unico modo di intraprendere un percorso come questo. Noi abbiamo trovato il nostro perché abbiamo organizzato tutto a nostra misura, facendo solo ciò che sentivamo nostro, senza forzarci al passo di qualcun altro. Perciò potete farlo zaino in spalla o solo con una borsa, andando per ostelli o negli hotel, mangiando nei ristoranti o solo nelle bancarelle. Sta a voi! Non dovete essere per forza figli dei fiori o gitani… Potete farlo come vi pare. Di certo se siete con un budget non troppo ampio tenetevi pronti per un po’ di scomodità! Ma ne vale la pena!

The Nomad Happiness

Dove possono seguire i vostri spostamenti i nostri lettori?

Abbiamo un profilo Facebook e uno Instagram, anche se non siamo proprio dei travel blogger coi fiocchi e non siamo così bravi coi social.

Inoltre abbiamo un blog in cui cerchiamo di dare consigli su come visitare i posti che abbiamo visto, specialmente per quello che riguarda il budget, ma sono alcuni mesi che non lo prendiamo in mano, anche se abbiamo tutta l’intenzione di farlo.

Per concludere, volete aggiungere qualcosa?

Probabilmente ci siamo già dilungati troppo, ma parlare di esperienze come questa in poche righe è sempre difficile, soprattutto se chi legge può non conoscerti. In generale ci piace ripetere sempre che, come altre cose nella vita, queste esperienze sono alla portata di tutti, basta volerlo davvero. Non crediamo che la nostra vita sia cambiata, piuttosto sappiamo di aver fatto una cosa che volevamo.

Non siamo partiti con l’idea di voler evadere da un mondo di restrizioni e limiti, ma piuttosto con la consapevolezza di aver bisogno di fare questa esperienza adesso per poi tornare con degli occhi nuovi e per portare sempre con noi l’idea che il mondo è grande e bellissimo e c’è sempre un luogo, un momento che ti fa cambiare prospettiva sulle cose… e che viaggiare è qualcosa di essenziale per sentirsi parte di qualcosa di più grande, anche se poi si decide di tornare nel piccolo mondo della propria casa.

Contatti:

Stati Uniti, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Canada – Info e prenotazioni: booking@eazycity.com

Sito: http://www.eazycity.com

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Di Sara Di Maro

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