festività cinesi all'estero


Poche settimane fa è stato il Capodanno Cinese, la festività più importante per quasi un miliardo e mezzo di persone sul pianeta.

La popolazione cinese è sparsa in tutto il mondo e di conseguenza la Festa di Primavera chunjie 春节 diventa una celebrazione a livello mondiale. Le China Town esistenti in tutte le città del mondo si preparano a mostrare la bellezza della Cina al mondo intero.

Ma le tradizioni vengono davvero rispettate?

La risposta è diversa per ogni situazione: ho la sensazione che più ci si allontani dalla Cina più ci si dimentichi delle tradizioni originarie.

I festeggiamenti in Cina

Dopo aver celebrato in Cina diverse festività per diversi anni, vederle riproposte all’estero è curioso.

Ho celebrato il Capodanno Cinese con i locali, ho assaggiato i sapori della cucina cinese fatta in casa ed ho sentito il calore delle famiglie in festa.

Niente dragoni o cose simili: questo è come la Cina si ripropone all’estero.

Non è sbagliato, poiché le tradizioni si basano su una cultura millenaria ed è vero che al loro interno vi erano figure come dragoni, leoni ecc…

Tuttavia non è la Cina odierna: nella capitale ci sono grandi festeggiamenti con fuochi artificiali, nati appunto in Cina, e sfilate, ma la cultura cinese non si riconosce solo in dragoni o figure mitologiche.

Nella Cina attuale, si utilizzano altre figure e tradizioni che all’estero non sono nemmeno citate. Come le buste rosse, i fu 福 della fortuna attaccati alle porte, le frasi di buon augurio, i piatti tipici o il rituale di bruciare soldi finti.

Nel 2020, il 90% delle persone si immagina la Cina come qualcosa di fantastico, illusorio e forse addirittura idilliaco e questo deriva da come viene proposta la Cina all’estero.

festività cinesi all'estero

Festività cinesi all’estero: il caso dell’Italia

Ho avuto l’occasione di celebrare alcune festività cinesi nella China Town di Milano, dove è nata la prima comunità di cinesi in Italia agli inizi del ‘900.

I ristoranti diventano bancarelle lungo tutta la via Paolo Sarpi, famosa appunto per essere il centro di China Town, ed offrono specialità cinesi.

Anche se il sapore non è come quello originale, le pietanze riproposte rispecchiano perlomeno quelle che si trovano nella Repubblica Popolare Cinese.

Ravioli, noodles, baozi (pane al vapore ripieno di carne o verdure), tofu, dimostrazioni di come si preparano i dolci della luna, tipici della Festa di Metà Autunno che cade in Settembre, ecc…

Almeno per quanto riguarda il cibo, in Italia, anche se molti sapori sono riadattati ai gusti italiani, si può assaporare qualcosa che si avvicina alla tradizione.

Dragoni e biscotti della fortuna a parte.

Festività cinesi all’estero: il caso del Messico

Quest’anno ho celebrato il Capodanno Cinese in una delle città più popolate del mondo: Città del Messico.

Se in Italia qualcosa di vero è rimasto, allontanandoci sempre più verso ovest, anche le tradizioni più semplici sono viste in maniera distorta.

Baozi e mantou (pane al vapore) assumono i più svariati colori: dal rosa, al blu, al giallo e vengono spacciati per coreani. Si distribuiscono biscotti della fortuna come fosse il gesto più comune in Cina: in realtà in Cina non esistono.

Dragoni, lampade, cappelli a triangolo e topolini di tutte le forme (visto che siamo entrati nell’anno del Topo) erano ovunque per la via del Barrio Chino, il quartiere cinese a Città del Messico.

Quel giorno, nemmeno i venditori delle bancarelle erano cinesi: l’accento messicano era inconfondibilmente nativo.

I ristoranti di questa zona per tutto l’anno offrono buffet di cibo cinese riadattato ai sapori della cucina messicana.

Niente di ciò che realmente è la Cina oggi si può trovare nell’estremo Ovest del mondo (secondo la mappa), ma è davvero qualcosa di negativo?

Eclettismo tra due culture

Cinese e messicana: due culture estremamente diverse, con un senso identitario molto forte e presente capace di creare un eclettismo unico.

Dopo aver trascorso del tempo in Cina, scontrarmi con tradizioni cinesi rivisitate, riadattate e profondamente diverse è stato interessante, curioso e addirittura emozionante.

Non posso non ammettere che sia stata una sensazione strana all’inizio: un vero e proprio shock. Ma dopo quest’attimo di spaesamento, sono passata ad uno stato di riflessione.

La mia mente ha iniziato a processare queste differenze culturali e sono nate queste righe.

Non esistono più il bianco o il nero, ma esistono il sincretismo e le tradizioni miste. Dobbiamo essere consapevoli e saper distinguere la realtà da ciò che ci viene mostrato, ricordando che la diversità esiste ed è bellissimo così.

di Margherita Marchesi

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