Lasciare l'Italia per trasferirsi a lavorare in Belgio


Stefania, dopo molte esperienze all’estero, ha deciso di lasciare l’Italia per trasferirsi a lavorare in Belgio a Bruxelles

Stefania Latini, di Perugia, già da giovanissima si trasferisce all’estero: ha vissuto tra l’Europa e il Brasile. Infine ha deciso di trasferirsi a lavorare in Belgio a Bruxelles, dove vive da appena pochi mesi, ma è pronta a nuove avventure e alla realizzazione dei suoi sogni.

Ciao Stefania, raccontaci un po’di te..

Lasciare l'Italia per trasferirsi a lavorare in BelgioCiao, mi chiamo Stefania ed ho 32 anni. Dal 2000 vivo da sola, prima a Perugia dove ho studiato Lingue e Letterature Straniere, e da cui sono partita successivamente per altre mete che mi hanno portato a lasciare l’Italia ormai da una decina d’anni. Ho infatti successivamente vissuto in Francia (2 anni), in Spagna (3 anni), in Irlanda (2 anni) e in Brasile (1anno e mezzo), ed attualmente vivo a Bruxelles da un paio di mesi.

Ho sempre studiato e lavorato all’estero, e da quando ho deciso di lasciare l’Italia ci sono sempre tornata per gli appelli degli esami durante gli anni universitari e per visitare la mia famiglia, tutto qui…

Come è arrivata la decisione di lasciare l’Italia per trasferirsi a lavorare in Belgio a Bruxelles?

Ho deciso di spostarmi questa volta in Belgio perché è un Paese francofono. Bruxelles rispecchia totalmente il mio percorso formativo educativo e professionale, avendo sia la laurea in Lingue che una in Scienze Politiche Internazionali, ed un master in organizzazioni internazionali. Parlo anche fluentemente 5 lingue, avendo vissuto parecchio tempo all’estero e avendole potute sia praticare che studiare; adoro la comunicazione e gli ambienti multiculturali. Finora Bruxelles mi ricorda molto Perugia e Santiago de Compostela. Dove realmente si può affermare che sono le persone a caratterizzare qualsiasi luogo. A renderlo speciale…

C’è qualche caratteristica che ti ha colpito di Bruxelles?

Si tratta di una città molto competitiva. Piena di giovani qualificati e professionisti. Non sarà facile trovare lavoro non avendo nemmeno “conoscenze” (io ho sempre vissuto fuori senza conoscere nessuno. Senza contatti previ ehehheh). Ma a me appassiona viaggiare, utilizzare le lingue per muovermi, mettermi in discussione ricominciando da capo, cercando lavoro e nuove amicizie. Sto anche scrivendo un’autobiografia sulle mie esperienze passate, viaggiare vuol decisamente dire sfogliare continuamente pagine diverse di uno stesso romanzo 😉

Al momento hai già trovato un’occupazione?

Lasciare l'Italia per trasferirsi a lavorare in BelgioIn questo momento cerco lavoro, sono qui da 2 mesi, ma non sto cercando solo qui, sto inviando il mio CV anche in Brasile, a Londra e in Germania, vedremo cosa succederà. Mi piace comunque rincorrere i miei sogni e andare dove mi portano. La vita “semplice”, la routine, non hanno mai fatto per me, che sono una tipa dinamica, estroversa, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, cose da scoprire, persone da incontrare, e spero un giorno di lavorare per una organizzazione internazionale che possa permettermi di esprimere al meglio la mia professionalità e personalità.

In Italia pensi non fosse possibile?

Purtroppo l’Italia è un Paese immobile già da vari decenni. Ogni volta che ci torno per poche settimane mi fa sentire sì a casa ma anche triste perché non c’è cambiamento di mentalità, di “globalizzazione”, solo gente anziana e tanti immigrati. Un Paese che perde la sua identità, la sua cultura più profonda. E l’aspetto più triste è che in terra straniera siano presenti degli stereotipi antiquati e inesistenti sul popolo e la vita italiana. Stereotipi che non esistono più in realtà…

Ti manca qualcosa dell’Italia? Senti la mancanza di qualcosa e/o qualcuno?

Io ho scelto già di non volere più vivere in Italia, ma solo tornarci per la mia famiglia in vacanza. Non mi ha purtroppo mai offerto nulla. Zero opportunità lavorative nemmeno come semplice volontaria quando cercai a Roma alcuni mesi prima di laurearmi (fine 2005). Non mi ha mai fatto sentire apprezzata, valorizzata per le mie capacità di giovane studentessa neolaureata, mai.

Cosa che invece ho sempre trovato all’estero, potendo vivere esperienze di vita prima di tutto, e professionali poi. All’estero nonostante comunque le porte in faccia non mi sono quasi mai sentita discriminata. Invece in Italia ho dovuto solo “sganciare” fior di quattrini per gli studi che mai mi hanno aperto nessuna possibilità di lavoro (il mio primo contratto di lavoro italiano è stato come docente di lingua francese per quattro becchi. Umiliante. Andare all’INPS e firmare per la prima volta un contratto italiano a 32 anni. Dopo tantissimi anni fuori), e credo sarà anche l’ultimo…

Dispiace che in Italia per i giovani debba andare così. Sinceramente sono stata felicissima di averla lasciata la prima volta a 21 anni. Grazie all’appartenenza all’Unione Europea ho potuto vivere diverse esperienze in vari Paesi. Tornassi indietro rifarei esattamente tutto, mai pentita di averla lasciata. I giovani devono approfittare della globalizzazione per spostarsi, vivere, conoscere, lavorare. E per potersi mantenere economicamente anche all’estero, invece di lamentarsi ma non muoversi. Uscite dalla gabbia, c’è moltissimo altro che vi aspetta = )
Ci si vede in qualche angolo del mondo nei prossimi anni!

Email:alepippo81@virgilio.it

Di Luisa Galati 05/12/2013

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