Giovanna Esposito, une tête de napolitaine ed un accento tipico di chi è nato e cresciuto sotto la Madunina. Da 5 anni vive in Lussemburgo. Dopo essersi laureata nel 2003 e aver lavorato un anno e mezzo per una società che fa sistemi informatici per banche, ha sentito una vocina che diceva che non poteva «fisicamente» fermarsi lì. Non le mancava niente: lavoro, passioni, una bella famiglia, amici, eppure…

Una domenica mattina di agosto ho preso il treno destinazione Lussemburgo, perché conoscevo qualcuno che ci abitava da anni.

Solo per questo?

No, il Lussemburgo perché è la capitale dell’Unione Europea, una piccola città fatta capitale, un centro finanziario ed economico ricco e fiorente, multiculturale, cosmopolita, giovane, dinamica e efficiente.
Quella mattina avvisai i miei amici mandando un sms dal treno. Mia madre e il mio cagnolino li ho invece salutati con le lacrime agli occhi, perché avevo sentito in un attimo che non sarei tornata come al solito dopo qualche giorno.
Io presi il treno perché le valigie erano pesantissime e Ryanair ti pesa anche l’aria della cassa toracica in piena espansione, però abitualmente per tornare a Milano prendo proprio Ryanair, il volo Frankfurt Hann- Milano Orio Al Serio e poi un bus fino alla stazione centrale: comodo, economico e veloce.

L’impatto con il nuovo paese è stato indolore: dopo solo 10 giorni di ricerche ho iniziato a lavorare nel settore finanziario, che con le istituzioni europee, costituisce il traino economico di questo stato di 500.000 anime ; dopo 20 giorni vivevo già in un monolocale tutto mio. Per sbrigare le faccende amministrative ci si impiega meno di 10 minuti… le code sono minime e qui la gente non urla e non fa di tutto per fregarti il posto.

Par contre qui la gente è un po’ chiusa, mediamente riservata e parla una lingua strana: il lussemburghese, un misto di tedesco e francese, ma nella capitale l’80% dei residenti è straniero e le lingue utilizzate sono il francese e l’inglese
Si mangia male – troppo pesante monotono per noi buongustai italiani – e d’inverno fa freddo anche se poi la primavera e l’estate sono meravigliose, caratterizzate da un cielo turchino da fare invidia ai cieli d’Irlanda. Inoltre, per me che sono un’amante della natura, il Lussemburgo offre tanto tanto verde: boschi rocciosi e non, passeggiate tra le vigne, qualche corso d’acqua.

Economicamente parlando si sta col vento in poppa: il lavoro è sicuro, gli stipendi elevati (il doppio di Milano con uno stesso costo della vita), i colleghi si fanno gli affari propri e parlano tutti lingue diverse: i miei colleghi son francesi, tedeschi, belgi, slovacchi, lituani, austriaci, marocchini… insomma di tutto, tranne che Svizzeri perché evidentemente in Svizzera si sta bene come in Lussemburgo.

Cosa mi manca di Milano? Il cappuccio e brioche del mattino, i suoni della città di giorno, l’euforia dei “bauscia”, i bacini del mio cane al mattino, la voce di mia madre che mi chiama…

Attualmente in Lussemburgo sono presidente di un’associazione regionale italiana, membro attivo di un circolo politico italiano e di un partito lussemburghese; passo le mie giornate ad organizzare eventi di svago per la comunità italiana e ogni occasione è buona per festeggiare! Con i miei amici macino km e km ogni settimana perché ho la passione della corsa: insomma in 5 anni ho conosciuto molte più persone di quante ne abbia conosciute in 25 anni di vita a Milano.

Mediamente l’italiano in Lussemburgo ci viene per starci un paio d’anni : solo un paio d’anni perché piove spesso, fa freddo e i locali son sempre gli stessi. Nella pratica poi di gente che se ne va ne conosco pochissima perché in Lussemburgo si sta troppo bene!!

Talvolta io sento ancora quella vocina, che mi dice che non posso « fisicamente » fermarmi qui…e sono solo ad 1/3 di vita dunque credo che –salvo l’eventualità di essere travolta da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto in Lussemburgo prima o poi rifarò la valigia!!

Di Daniela Guidotti28/10/2010

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