Foto di BobSpicer da Pixabay
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Fare lo chef e trasferirsi alle Isole Cayman, un territorio indipendente con un governo proprio ma facente parte del British Overseas Territory (territori d’oltremare britannici) quindi economicamente supportato dall’UK e non solo.



La popolazione delle Cayman è un misto tra latino, britannico e giamaicano. Queste culture hanno influenzato fortemente gli usi ed i costumi di Grand Cayman, definendo la popolazione già dall’inizio del secolo. I locali sono generalmente amichevoli ma non sempre aperti ad integrare i lavoratori expat nel loro quotidiano: ovviamente ciò è soggettivo e varia da caso a caso…

Oltre ai giamaicani, della popolazione fa parte anche una grande fetta di lavoratori provenienti dall’Asia, specialmente dalle Filippine e dall’India ma anche dal Messico e dal Sudamerica in generale.

Da non perdere? Il carnevale “Batabano” che si tiene in maggio! E per i food lovers c’è il festival Cayman Cookout a metà gennaio!

Marcello vive da ormai sei anni a Grand Cayman, l’isola più grande tra le tre (Grand Cayman, Little Cayman e Cayman Brac), più turistica ed economicamente avanzata.
Cayman Brac e Little Cayman distano soltanto 20 minuti di aereo da Grand Cayman, sono isole decisamente più rurali e meno turistiche.

Fare lo chef e trasferirsi alle Isole Cayman, dove Marcello vive da ormai sei anni...
Pizza fronte mare

Fa lo chef e gli piace fare la pizza a casa con amici, nel forno a legna,

seguendo il calcio italiano… E piacendole molto la musica elettronica, si destreggia in casa con la console!

“Come molti di voi, immagino, prima di trasferirmi alle Cayman non conoscevo minimamente nulla sull’arcipelago ed il mio trasferimento non è stato premeditato.
Un giorno ho semplicemente fatto una richiesta online per un posto come chef in un hotel sull’isola, mi hanno assunto e dopo tre mesi mi sono trasferito!

Per trasferirsi alle Cayman ci vuole ben poco sotto il profilo burocratico, soltanto qualche documento. Il più è la pazienza di aspettare che il permesso di lavoro venga approvato.

Essendo una realtà ben diversa da quella dell’Italia e dell’Europa, bisogna assolutamente avere uno spirito di adattamento importante, mentalità aperta e pochi pregiudizi.
Vivere nei Caraibi può sembrare paradisiaco ma bisogna tenere in conto che, una volta trasferiti, si farà parte di una comunità, una cultura ed un ambiente che hanno poco in comune con quelli dai quali si proviene.

Come per ogni trasloco o trasferimento, i costi per trasferirsi alle Cayman sono molto alti: è bene avere le idee chiare sul da farsi prima di buttarsi all’avventura!”

Chef alle Cayman. Fare lo chef e trasferirsi alle Isole Cayman, dove Marcello vive da ormai sei anni...
Chef alle Cayman

Com’è fare lo chef alle Cayman? Quali sono le differenze sostanziali fra l’ambito ristorativo italiano e quello delle Isole Cayman?

Credo che fare lo chef alle Cayman sia meglio che farlo in Italia! 🙂

Ormai sono dieci anni che lavoro all’estero. In generale, quello dello chef è un lavoro che richiede molti sacrifici, giornate lunghe e tanta pressione, soprattutto a certi livelli (nonostante il panorama caraibico ed il caldo tropicale).

Fortunatamente lavoro per una compagnia di alberghi ben solida e ben organizzata che mi dà possibilità di crescita.

Lavorare alle Cayman è vantaggioso sotto alcuni punti di vista e meno in altri. 

Innanzitutto il proprio stipendio non è tassato. Le detrazioni che si hanno sono minime e rappresentano l’assicurazione medica ed il versamento pensionistico, entrambi obbligatori.

Gli stipendi sono generalmente molto più alti che in Europa ma è per via del costo della vita maggiore. I costi d’importazione fanno lievitare il costo di ogni prodotto venduto sull’isola.

Nell ambito ristorativo, la meritocrazia è più presente che in Italia. Indipendentemente da “chi sei figlio di” o da “dove vieni”, se si è bravi in poco tempo si può già aspirare a coprire importanti responsabilità.

Raramente c’è sedentarietà nella brigata. Questo equivale a più movimento e di conseguenza a più opportunità di crescita.
Inoltre lavorare in una brigata internazionale con decine e decine di ragazzi di paesi diversi crea un bagaglio culturale ineguagliabile. In Italia è impossibile da raggiungere.

Dall’altra parte, tutti i vari i benefit pubblici come le vacanze pagate, i ponti, la tredicesima, la malattia, la cassa integrazione… in Italia sono sacri ma qui non esistono e per qualcuno può essere difficile da accettare.

I cuochi sono pagati ad ora e non a salario: nei periodi di poco lavoro come ora (a causa del Covid) può diventare davvero difficile.

Sono isole pericolose le Cayman?

Le Cayman non sono un Paese con un’alta criminalità e raramente si sentono casi di omicidi, furti o fatti gravi. Chiaramente dipende sempre dalle proprie frequentazioni…

Tuttavia non è raro leggere di sequestri di grandi quantità di stupefacenti in questa zona del Centro America… Qualcosa si è anche visto galleggiare in mare vicino alle nostre coste…

Come sono sanità e burocrazia alle Cayman?

Essendoci solo 60.000 abitanti in tutte le Isole, come in molte altre parti del mondo ci sono corruzione e favoritismi ma in generale la vita da expat è rispettata e la burocrazia quotidiana è accettabile.

Come expat si può solamente rimanere a lavorare sull’isola per un massimo di nove anni. Dopodichè si è obbligati ad andare via, ammenoché non si faccia una costosa richiesta di residenza che permette di rimanere oltre il limite.

Quali sono i costi più alti nel vivere alle Cayman? E quelli più bassi?

Purtroppo non c’è nulla di poco costoso alle Cayman, i prezzi sono due volte quelli che si trovano negli USA o in Italia!

Ad esempio, un bilocale in affitto costa tra i $ 1200,00 ed i $ 1600,00 al mese e le varie bollette possono arrivare fino a $ 600,00 mensili.

Una cena per due in un ristorante di medio livello, con vino o cocktail, si aggira attorno ai $ 120,00.

Comprare un’auto usata da dieci anni costa almeno $ 7000,00.

Frutta e verdura sono particolarmente costose.
Una pizzetta al bar va dai $ 5,00 agli $ 8,00 ed in pizzeria dai $ 15,00 ai $ 20,00!

Per non parlare dei viaggi aerei… Il volo diretto più economico per raggiungere una grande città è Grand Cayman – Miami e costa $ 350,00 andata e ritorno… e volare in Europa (andata e ritorno) può costare anche $ 1000,00.

Com’è il cibo locale? Ed il clima ti piace?

Il cibo locale è semplicemente delizioso!

Usano molte spezie e materie prime poco costose.
Per esempio il Jerk chicken: pollo al barbecue marinato con un misto di spezie, salsa di soya, peperoncino e cipollotti. È una ricetta giamaicana, molte delle tradizioni culinarie caymaniane sono frutto dell’influenza della Jamaica (a poche miglia da qui).

Il clima è praticamente sempre estivo. Tra giugno e agosto ci sono picchi di caldo (33°C – 36°C) e tra gennaio e febbraio le temperature sono più accettabili (22°C – 25°C).

La stagione degli uragani, da luglio a novembre, è il periodo dell’anno meno piacevole: tutta l’area del Golfo del Messico è in continuo stato di allerta per l’incessante formarsi di uragani e tempeste tropicali che minacciano tutte le terre adiacenti.
Fortunatamente, negli ultimi anni, Grand Cayman è stata graziata. Però è veramente un pericolo costante: un uragano spazza via un intero territorio in pochi minuti e lascia la popolazione senza energia elettrica, trasporti arerei o servizi per mesi e mesi. Come successe a Porto Rico…

Cosa ti viene in mente pensando al giorno della partenza per le Cayman?

Nel mio caso è stato un viaggio breve perchè partivo dalla Repubblica Dominicana, Paese nel quale lavoravo antecedentemente… Ciononostante ero molto curioso ed emozionato per via del cambiamento.

Quando ci si butta in una nuova avventura, si ha sempre il dubbio che qualcosa possa non andare nel verso giusto, quel nodo allo stomaco dovuto allo stress… Però quella rappresentava un’opportunità di lavoro importante e non potevo permettermi di farmi prendere dall’incertezza!

Ogni viaggio, che sia stato di piacere, di vita o di lavoro, mi ha sempre riservato dei bei momenti, fantastici ricordi che fanno parte della mia vita. Anche questo viaggio alle Cayman, iniziato a giugno del 2015, è stato sia stressante che entusiasmante.

Credi che prima o poi tornerai in patria o rimarrai a vivere all’estero? Cosa ti manca di più dell’Italia?

Tutto dipende dalle opportunità di lavoro.

Naturalmente mi manca la mia famiglia.
Mi manca anche il cibo: i prodotti della terra
che crescono sul nostro territorio e la cucina italiana sono ineguagliabili.

Ci torno quasi ogni estate.

Marcello
Marcello

Che consigli daresti a chi vuole trasferirsi alle Isole Cayman? E a chi vorrebbe solo visitarle, cosa non dovrebbe perdersi?

Per venire alle Cayman come turista basta veramente poco: un volo di dieci o quindici ore.

L’isola è molto piccola, seppur economicamente sviluppata e piena di servizi, quindi è adatta a una vacanza relax, in famiglia, composta da mare, hotel, buon cibo e tanto sole.
Grand Cayman è famosa per le sue barriere coralline mozzafiato quindi per scuba diving.

Per venire a viverci è tutto un altro discorso.

In questi ultimi anni ho conosciuto molti italiani che si sono trasferiti sull’isola per viverci e la maggior parte sono ancora qui.
La paga è ottima ed il clima stupendo.
Chi ce l’ha fatta a rimanere ed a lavorare nonostante il covid può confermarlo: siamo su un’isola covid free, liberi di girare senza restrizioni.

Per quanto riguarda il permesso di lavoro, una volta trovato qualcuno che vi assume, si occuperà lui (il datore di lavoro) della documentazione per la domanda del permesso del lavoro. Dovrete solo mandare un certificato che attesti che avete la fedina penale pulita, il risultato di un esame medico ed un documento d’identità.
Solitamente il permesso di lavoro impiega circa due mesi per essere approvato, dopodiché avrete il via libera per lavorare.
Questo work permit è rinnovabile di anno in anno (con un massimo di nove).

Prima del covid era decisamente facile trovare lavoro qui a Grand Cayman, soprattutto nel turismo. Ora le frontiere sono chiuse da ormai un anno ed il settore turistico è alle corde: molti, avendo perso il lavoro, hanno dovuto lasciare l’isola di conseguenza…

Di Francesca Neri
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